Ciò che resta di Shark

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Ciò che resta di Shark

La vita mi ha insegnato a sorridere nonostante tutto. Sono stata arrabbiata, triste e forse un po’ delusa dal comportamento degli “squali”, gli imprenditori che dicevano di voler investire sulla mia idea. Ma oggi non lo sono più: ho deciso che questa storia deve avere dei lati positivi. Perciò ecco cosa mi ha dato l’esperienza di Shark tank.

  • Non temere i giudizi: anche le ferite insegnano qualcosa.

Questo è stato l’insegnamento più difficile da digerire. Dopo la trasmissione, anziché giudicare la mia idea, alcuni critici hanno pensato bene di biasimare la mia persona, rimproverandomi il riferimento alla mia malattia. Non dubito delle loro competenze tecniche nel campo dell’innovazione. Dubito invece della loro capacità di comprendere la fatica della lotta contro una malattia, per raggiungere degli obiettivi nonostante tutto. Se da un lato le critiche mi hanno ferito, dall’altro le mail ed i messaggi di più di duemila persone che combattono ogni giorno contro il mio stesso nemico, e che hanno visto in me e nel mio “successo” un motivo in più per non arrendersi, mi hanno fatto sentire fiera di me e della mia voglia di farcela.

  • Un buon motivo per cui lottare: la mia terra, le mie radici…le mie ali.

Durante la trasmissione ho parlato anche della mia amata Calabria. Per una volta, in tv, non è stata solo terra di ‘ndrangheta. Milioni di persone hanno ascoltato i sogni di una Calabria che lotta per creare sviluppo: quella Calabria che mi rende orgogliosa e in cui voglio consolidare le basi per il mio futuro. Un giorno forse si capirà che il modo migliore per combattere le piaghe del Sud è creare valore. Quel giorno allora potrò ritenermi una persona di successo, e in particolare una “mamma di successo”, perché, forte delle mie radici, avrò dimostrato ai miei figli che attraverso il sacrificio è possibile far volare alto i propri sogni.

  • Non è tutto oro ciò che luccica: credi ai sogni, non alle favole.

Chi non conosce il mondo dell’innovazione, ha pensato che fossi uscita dagli studi televisivi sommersa da una montagna di monete d’oro. Sono le stesse persone che per questo motivo rimangono basite quando mi incontrano durante gli eventi estivi calabresi con i miei gadget #sostengounsogno. C’è molta disinformazione. Certo ricevere la stretta di mano da cinque investitori non equivale a chiudere un deal, lo sapevo sin dall’inizio. Ma sapevo anche che gli investitori erano consapevoli che mammamenia.it non fosse un’azienda avviata. È quel che forse mi ha un po’ … illuso.

L’ultima cosa che mi ha insegnato Shark?

  • La forza delle idee: cambiamo il mondo con i fatti.

Ho fatto una scoperta importante: il tempo uccide l’innovazione. Chi vuole fare innovazione dovrebbe avere impazienza, non vivere di attese.

Fortunatamente, ho capito in tempo che il sacrificio è l’unico investimento capace di dare buoni frutti. Così sette mesi fa, dopo Shark tank, ho costituito assieme ai miei soci la Dreamlab srls, un’azienda che si “auto-sostiene”, un’azienda nata dal basso, un’azienda che cresce giorno dopo giorno con la forza delle idee. Chi si occupa di innovazione dovrebbe davvero capire quanto sia importante la forza delle idee per far crescere un progetto. Oggi, nonostante il mancato investimento, mammamenia.it è una piattaforma che vende online cofanetti di coccole a Reggio Calabria e a Roma. Senza alcun budget destinato al marketing, la piattaforma ha fatturato i suoi primi tremila euro in 30 giorni dal lancio online. Questi sono fatti.

Tutto ciò è stato possibile grazie ai tantissimi sostenitori che hanno realmente creduto, contaminato e condiviso questo progetto. Tutto ciò è stato possibile grazie a tutti i professionisti che hanno collaborato affinché fosse possibile strutturare la prima piattaforma nazionale di coccole. Tutto ciò è stato possibile grazie al team di mammamenia.it e, soprattutto, grazie al più grande sostenitore di questo sogno che ho avuto la fortuna di incontrare lungo questo difficile cammino: Salvatore. Stiamo facendo innovazione investendo su tutto ciò che abbiamo: noi, i nostri sacrifici e … i nostri sogni di futuro.

Perciò, in fondo, ciò che resta di Shark non è rancore né rassegnazione, ma la rinnovata consapevolezza che si può fare impresa solo se esiste davvero una visione comune basata sul valore, e non semplicemente sui soldi.

 

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